Approvato dal Consiglio dei Ministri il 19 maggio 2017 il regolamento che semplifica la disciplina di gestione delle terre e rocce da scavo

Gentilissime/i web- Lettrici / Lettori,

Il Consiglio dei ministri ha approvato, in esame definitivo, il 19 maggio u. s, il regolamento, da attuarsi mediante decreto del Presidente della Repubblica, che semplifica la disciplina di gestione delle terre e rocce da scavo.

In particolare, il provvedimento definisce un quadro normativo di riferimento completo, coerente con la disciplina nazionale e comunitaria, riunendo in un testo unico le numerose disposizioni vigenti che disciplinano la gestione e l’utilizzo delle terre e rocce da scavo.

Il decreto ha per oggetto:

◾la gestione delle terre e rocce da scavo qualificate come sottoprodotti provenienti da cantieri di piccole e grandi dimensioni;
◾la disciplina del deposito temporaneo delle terre e rocce da scavo;
◾l’utilizzo nel sito di produzione delle terre e rocce da scavo escluse dalla disciplina dei rifiuti;
◾la gestione delle terre e rocce da scavo nei siti oggetto di bonifica.

Tra le principali peculiarità del provvedimento:

◾la semplificazione delle procedure e la fissazione di termini certi per concludere le stesse, anche con meccanismi in grado di superare eventuali situazioni di inerzia da parte degli uffici pubblici. Si evitano così i lunghi tempi di attesa da parte degli operatori per la preventiva approvazione  del piano di utilizzo delle terre e rocce da parte delle autorità competenti;
◾procedure più veloci per attestare che le terre e rocce da scavo soddisfano i requisiti stabiliti dalle norme europee e nazionali per essere qualificate come sottoprodotti e non come rifiuti;
◾una definizione puntuale delle condizioni di utilizzo delle terre e rocce all’interno del sito oggetto di bonifica, con l’individuazione di procedure uniche per gli scavi e la caratterizzazione dei terreni generati dalle opere da realizzare nei siti oggetto di bonifica;
◾il rafforzamento del sistema dei controlli;
◾la salvaguardia della disciplina previgente per i progetti o i piani di utilizzo approvati ai sensi, rispettivamente, dell’art. 186 del d.lgs. n. 152 del 2006 o del d.m. n. 161 del 2012.

Queste le finalità del decreto:

◾la semplificazione delle procedure e la fissazione di termini certi per concludere le stesse, anche con meccanismi in grado di superare eventuali situazioni di inerzia da parte degli uffici pubblici. Si evitano così i lunghi tempi di attesa da parte degli operatori per la preventiva approvazione del piano di utilizzo delle terre e rocce da parte delle autorità competenti;
◾procedure più veloci per attestare che le terre e rocce da scavo soddisfano i requisiti stabiliti dalle norme europee e nazionali per essere qualificate come sottoprodotti e non come rifiuti;
◾una definizione puntuale delle condizioni di utilizzo delle terre e rocce all’interno del sito oggetto di bonifica, con l’individuazione di procedure uniche per gli scavi e la caratterizzazione dei terreni generati dalle opere da realizzare nei siti oggetto di bonifica;
◾il rafforzamento del sistema dei controlli;
◾la salvaguardia della disciplina previgente per i progetti o i piani di utilizzo approvati ai sensi, rispettivamente, dell’art. 186 del d.lgs. n. 152 del 2006 o del d.m. n. 161 del 2012.

Con l’entrata in vigore del decreto saranno abrogati il D.M. 161/12, l’art. 184-bis c. 2-bis del D.lgs. 152/06, l’art. 266 c. 7 del D. Lgs. 152/06, l’art. 3 c. 1 del D.L. 2/12, gli artt. 41 cc. 2-3 lett. a) e 41-bis del D.L. 69/13.

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Anno 3 n. 15, 5 giugno 2017

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