Gentilissime/i web- Lettrici / Lettori,

la valutazione del rischio dovuto alla presenza di ordigni bellici inesplosi rinvenibili durante le attività di scavo nei cantieri (art. 28 D. Lgs. n. 81/2008 e ss.mm.ii.) è eseguita dal coordinatore per la progettazione.

Tale valutazione va riferita ad attività di scavo di qualsiasi profondità e tipologia e può essere effettuata nell’ambito del PSC sulla base di dati disponibili, come ad esempio: analisi storiografica, fonti bibliografiche di storia locale, fonti conservate presso gli Archivi di Stato, fonti del Ministero della Difesa, Stazioni dei Carabinieri, Aerofototeca Nazionale – Roma, vicinanza a linee viarie, ferroviarie, porti o comunque infrastrutture strategiche durante il conflitto bellico, eventuali aree precedentemente bonificate nelle vicinanze di quelle in esame; oppure  attraverso un’analisi strumentale che potrà integrare la valutazione documentale che risulta insufficiente .

Si evidenzia che non esiste al momento una mappatura ufficiale, tuttavia il Ministero della Difesa ha avviato un progetto per la creazione di un database geografico dal quale risultino tutti gli ordigni rinvenuti.

Vi ricordiamo che l’argomento rientra tra le materie trattate nel corso di aggiornamento per coordinatore in programmazione nel mese di febbraio.

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Anno 2 n. 4,  25 gennaio 2016

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